Wohoo, il sito è tornato online!

Scusate, sono stato down per un paio di giorni ad inizio ottobre perché mi è scaduto il periodo di prova di Google Cloud e ho dovuto trovare la voglia di migrare il sito.

Purtroppo con Google Cloud non è possibile impostare dei limiti di spesa, quindi della remotissima eventualità di un attacco DDos avrei potuto spendere un sacco di soldi per la banda.

Dopo qualche ricerca ho deciso di affidarmi a InfinityFree.net. Li avevo già provati un annetto fa ma non ho mai testato davvero le performance. Vediamo come va, alla peggio passo ad un hosting a pagamento. Nah, meglio Google Cloud con Cloudflare.

AGGIORNAMENTO (15/10): sto ancora facendo dei test, se il sito è down è per quello. Se avete urgenza usate Wayback Machine.

SEQR/Glase non paga il cashback ed è insolvente

Qualche mese fa avevo pubblicato un articolo su come pagare col cellulare in modalità contactless.

Tra le alternative che proponevo per Android c’era SEQR (ora rinominata Glase) che funziona tramite addebito diretto su conto corrente, al contrario di Google Pay che funziona addebitando direttamente sulle carte.

Sfortunatamente sembra che SEQR/Glase abbia smesso di pagare i cashback e sia quindi insolvente.

Già per l’ultimo trimestre del 2017 il cashback che sarebbe dovuto arrivare entro la fine di gennaio ha tardato più di un mese ed è stato erogato il 6 marzo. La situazione è analoga per il cashback del primo trimestre del 2018 che non è stato ancora pagato, sforando di più di un mese e mezzo la fine di aprile.

Il supporto clienti non dà spiegazioni e continua a dire di non preoccuparsi che il cashback verrà pagato. Al di là di tutto ritardi di questo tipo sono inaccettabili, soprattutto per un’app finanziaria che ha accesso al mio conto corrente. Non è professionale, non esiste.

Qui la discussione sul forum di SEQR/Glase dove ne si parla, se volete rimanere aggiornati.

AGGIORNAMENTO: SEQR/Glase ha ufficialmente smesso di erogare il cashback dal I settembre senza comunicarlo in alcun modo agli utenti. Ad oggi (12/10/2018) il cashback è ancora pubblicizzato sul sito e da nessuna parte si fa menzione del fatto che la promozione è terminata.

Sen.se (ThermoPeanut) è fallita

Qualche tempo fa in questo articolo consigliavo di acquistare un ThermoPeanut per loggare la temperatura di una stanza. Sfortunatamente da qualche settimana i miei due termometri hanno smesso di funzionare e per quanto misurino ancora la temperatura istantanea non uploaddano più i dati sui server.

In rete non trovo informazioni certe ma credo che Sen.se, l’azienda che produceva il ThermoPeanut, sia fallita.

Inoltre ho notato che tutte le pagine social (Twitter, Instagram e Facebook) sono state cancellate e risultano irraggiungibili.

Ho provato ad inviare alcune mail al support quando pensavo che fosse un problema del mio dispositivo ma non ho mai ricevuto risposta.

Personalmente chiederò il reso ad Amazon considerando che sono ancora in garanzia. Vi consiglio di fare altrettanto dato che così il prodotto è inutilizzabile.

Come attivare Google Pay in Italia

AGGIORNAMENTO: Google Pay è ora disponibile in Italia per tutti i correntisti di una delle banche aderenti (…), questa guida non è più necessaria.

Android Pay, poi rinominato Google Pay, è un sistema di pagamento annunciato nel 2015 al Google I/O che permette di pagare sfruttando l’NFC del telefono in modalità contactless. Google Pay è stato inizialmente rilasciato in esclusiva per gli Stati Uniti, ma benché in questi anni i paesi supportati siano certamente aumentati, purtroppo l’Italia non è ancora tra questi.

Ebbene, dopo 3 anni di attesa, innumerevoli ricerche e tentativi molto fantasiosi, sono lieto di poter annunciare di aver trovato un modo per attivare Google Pay in Italia.

Questo metodo è facile, veloce, gratuito e dovrebbe funzionare per tutti anche se Google Pay non è ancora ufficialmente disponibile in Italia. L’ho testato personalmente il 4 giugno su due telefoni Android e funziona.

Come attivare Google Pay (Android Pay) in Italia

Attivare Google Pay è molto semplice:

  1. Installate l’app DiPocket e registratevi inserendo i vostri dati reali.
  2. Installate Google Pay scaricando l’APK adatto da APKMirror. Se l’icona di Google Pay non compare nel launcher non preoccupatevi, è possibile che succeda ma non è un problema purché l’installazione vada a buon fine.
  3. Caricate DiPocket con qualche euro, anche 5 € bastano per testare la cosa.
  4. Andate nella sezione “My Wallet” di DiPocket dove nel frattempo dovrebbe essersi generata una carta virtuale Mastercard. Se non la vedete aspettate.
  5. Quando la carta virtuale sarà stata generata cliccate su “Add to Google Pay” come da istruzioni di DiPocket e seguite le indicazioni per aggiungere la carta a Google Pay.
  6. Quando vi verrà richiesto se volete impostare Google Pay come app predefinita per i pagamenti date il consenso.

A questo punto dovreste aver abilitato correttamente Google Pay. Se vedete l’app nel launcher tanto meglio, se non la vedete non è comunque un problema perché da quello che leggo in rete Google Pay funziona lo stesso.

Per forzare la creazione di un collegamento dell’app Google Pay potete utilizzare un’app che si chiama App Manager andando nella sezione “Apps”, cercando Google Pay e selezionando “Create shortcut on launcher” dal menù.

Google Pay è un’ottima alternativa a SEQR (ora rinominato Glase) di cui ho parlato in questo articolo. La differenza tra i due sistemi di pagamento è sostanzialmente che mentre Google Pay funziona associandoci una carta, SEQR/Glase richiede l’associazione di un conto corrente tramite SDD sul quale addebita qualche giorno dopo.

SEQR/Glase inoltre darebbe fino al 3% di cashback facendo almeno 20 acquisti al mese, peccato che al momento siano insolventi e in ritardo di mesi.

Troubleshooting

Se non riuscite a installare Google Pay o avete qualche problema di sorta il mio consiglio è quello di cancellare i dati del Play Store, disattivare la posizione, mettere il telefono in modalità aereo, attivare solo il Wi-Fi, impostare la lingua su Inglese (US) e utilizzare un VPN come ad esempio TunnelBear per far finta di essere negli Stati Uniti, quindi ripetere la procedura. L’ultima spiaggia è creare anche un nuovo account Google mentre spoofate la posizione.

Cartimpronta ONE di Webank

Caratteristiche

Cartimpronta ONE è la principale carta di credito offerta da Webank (tecnicamente ci sarebbe anche la Cartimpronta Gold Plus, ma non ce ne occuperemo in questo articolo).

È richiedibile sia su circuito Mastercard sia su circuito Visa, è contacless, CHIP&Firma e ha un plafond che va da 500 a 7.800 €.

È possibile attivare gratuitamente il servizio SecureCode/Verified By Visa e attivando gli alert SMS viene annullata anche la franchigia di 150 50 € (dal 13 gennaio 2018 per la PSD2) nel caso di acquisti fraudolenti (salvo dolo o colpa grave, ovviamente).

Gli alert SMS sono a pagamento e costano 0,18 €, ma vengono spediti solo quando lo decidete voi. Personalmente li ho impostati per transazioni da 100 € in su, ma è possibile scegliere soglie diverse.

L’estratto conto si chiude il 4 del mese (o il giorno lavorativo antecedente, nel caso in cui il 4 sia festivo o prefestivo) e lo stesso giorno viene “rigenerato” il plafond.

L’addebito delle spese avviene 15 giorni dopo la chiusura dell’estratto conto, generalmente tra il 17 e il 19. In rari casi può avvenire il 16, ad esempio quando il 2 giugno cade di venerdì (prima del 2050 succederà nel 2023, 2028, 2034 e 2045).

Vi sono infine alcune assicurazioni che proteggono i beni acquistati con la carta di credito nei primi 6 mesi dall’acquisto. In questo articolo ne parlo nel dettaglio.

Requisiti

Per richiedere la carta di credito Cartimpronta non è necessario inviare alcuna documentazione reddituale, quindi niente busta paga, 730, Unico e cose così. Incredibilmente, non è neanche necessario avere un impiego, infatti questa carta di credito può essere rilasciata anche a studenti senza reddito.

Per poter fare la richiesta è necessario soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

  • accredito dello stipendio o della pensione
  • giacenza di almeno 5.000 €
  • accredito di due bonifici di almeno 1.500 € in due mesi consecutivi

Vi sono poi alcune condizioni che possono agevolare il rilascio della carta:

  • vincoli (soprattutto quelli non svincolabili, come quello per ricevere il buono da 120 € all’apertura del conto)
  • giacenza: più è elevata meglio è
  • anzianità del conto: tanto più vecchio è il conto tanto più la banca si fiderà
  • movimentazione: un conto ben movimentato, con SDD e utenze è benvisto
  • investimenti

In generale più il conto è utilizzato meglio è. Se non siete sicuri che la banca vorrà rilasciarvi la carta richiedetela col plafond minimo di 500 € per aumentare le chance.

Aumentare il plafond

Se avete bisogno di aumentare il plafond (e personalmente consiglio di arrivare almeno a 2.500 € per non avere difficolta col noleggio di auto) il mio consiglio è quello di aumentarlo gradualmente con incrementi piccoli (non più del 20-25%) mantenendo una giacenza di almeno 3-4 volte il plafond richiesto.

È chiaro che se non usate la carta l’aumento vi potrebbe essere negato, quindi ha senso richiederlo nei mesi in cui avete consumato una buona fetta del plafond.

Nell’80% dei casi la richiesta viene valutata in meno di 5 giorni lavorativi.