Come rimuovere la pubblicità di Hostinger da WordPress

Qualche mese fa avevo fatto un breve articolo per spiegare come rimuovere la pubblicità di 000webhost. Allora non ero riuscito a eliminare anche quella di Hostinger – nonostante le mie numerose ricerche – ma adesso ho finalmente capito come fare.

Per togliere il fastidioso banner di Hostinger dall’area amministrativa di WordPress basta utilizzare un client FTP quale ad esempio FIleZilla (download) e andare in wp-content/mu-plugins.

Qui dovrete cancellare i file hostinger-dashboard.php e hostinger-links.php. Probabilmente potreste cancellare anche gli altri file della cartella, ma nel dubbio io ho evitato.

E voilà, ciaone alla pubblicità di Hostinger.

Scusate l’outage

Il sito è stato irraggiungibile per un paio di giorni, oggi ho finalmente trovato la voglia di sistemarlo.

Deve esserci stato qualche problema con un database ma non ho ancora ben chiaro cosa è successo. Inizialmente ho provato a seguire questa guida senza riuscire a risolvere, poi ho provato a riavviare la macchina virtuale sulla quale gira il sito e si è sistemato da solo. Se non altro ho scoperto che i backup automatici che credevo di avere si fermavano a settembre…

Il lato positivo è che ho finalmente capito come togliere la pubblicità di Hostinger dal pannello di controllo del sito. Qualche mese ero riuscito a togliere la pubblicità di 000webhost ma non quella di Hostinger. Prossimamente farò un articolo a riguardo.

Buon Natale e buone feste!

Volevo scrivere giusto due righe per augurare buon Natale e buone feste alle quattro persone in croce che leggono il mio blog… che probabilmente hanno già ricevuto i miei auguri, ma tant’è.

Tantissimi auguri anche a chi non mi conosce di persona e un abbraccio forte a chi passerà il Natale da solo.

Per festeggiare come si deve – oltre ad abbuffarmi come un maiale, come da tradizione – farò una piccola donazione in beneficenza con OneToday. Se anche una sola persona donerà qualcosa a sua volta leggendo questo articolo mi riterrò soddisfatto 🙂

Quando è legale portare un coltellino in Italia

A tutti sarà capitato almeno una volta di sentire la famosa “regola delle quattro dita” secondo cui se la lama di un coltello non supera le quattro dita di lunghezza allora è legale portarselo in giro. Be’, è una sciocchezza.

Secondo la giurisprudenza è possibile portare con sé un coltellino solo se c’è una buona ragione (giustificato motivo). Questo giustificato motivo deve essere specifico e non generico, quindi “potrebbe servirmi” non va bene. Va bene invece “lo userò mentre sarò a raccogliere funghi tra un paio d’ore”.

Ciò detto, credo che poter portare un coltellino multiuso di modeste dimensioni sia un sacrosanto diritto e torni spesso utile nella vita di tutti i giorni. Sfortunatamente la legge non concorda, è per questo che qualche anno fa mi sono informato un po’ in rete per vedere come fare damage control ed evitare eventuali problemi.

Queste “linee guida” sono più che altro fattori attenuanti che fanno capire a chi eventualmente dovesse trovarvi con un coltellino che non lo portate dietro per fare del male a qualcuno, quanto piuttosto per usarlo come strumento per aprire pacchi, tagliare etichette, tirar fuori la SIM dallo slot del cellulare, scrivere qualcosa quando non avete una penna decente, sistemare gli occhiali, togliervi una spina e così via.

Caratteristiche per avere un coltellino il meno minaccioso possibile

  • mai coltelli affilati da entrambe le parti (sono visti molto male)
  • mai coltelli a scatto o fissi
  • mai coltelli col blocco della lama (cioè quasi tutti ormai…)
  • lama sotto i 6 cm
  • non averli “immediatamente disponibili” (quindi: non in auto nella portiera, ma nel bagagliaio, nella confezione, nella cassetta degli attrezzi)

Personalmente ho optato per una SwissCard della Victorinox (15~30 € su Amazon): è abbastanza sottile da tenerla nel portafoglio, il coltellino è piccolo ma taglia bene e la forbice è ottima. Ce ne sono svariati modelli, io ho la versione Lite che include:

  • coltellino
  • forbice
  • penna
  • spillo
  • pinzetta
  • cacciaviti
  • luce
  • lente d’ingrandimento
  • righello

Alcune precisazioni

  • ciò che scrivo è dettato dal buonsenso e da ricerche fatte online (la mia fonte principale è questa);
  • le forze dell’ordine sono ragionevoli, e a meno che non andiate in giro col coltellino aperto in mano, puntandolo verso la gente e minacciando le vecchiette, è molto improbabile che avrete problemi.

Come disattivare la conversione di valuta su PayPal

AGGIORNAMENTO (01/2020):  sfortunatamente questa guida non funziona più. Che io sappia al momento è possibile cambiare autonomamente la valuta di addebito solo nel caso di addebiti ricorrenti, altrimenti è necessario contattare il supporto.

Questo potrebbe essere possibile solo nel caso di carte emesse in valute diverse da quella principale del conto PayPal (le altre carte non hanno l’opzione di cui parlo di seguito). Io ad esempio uso Curve.

Per cambiare la valuta di un addebito ricorrente andate qui, scegliete l’abbonamento in questione, cliccate sul metodo di pagamento e a questo punto dovreste vedere un link con scritto “Vedi le opzioni di conver” (sic). Cliccando su questo link potete quindi scegliere l’opzione “Converti con Mastercard” (o altro circuito, immagino).

Quando si effettua un pagamento in una valuta diversa dall’euro PayPal converte automaticamente l’importo in euro per mostrare subito quanto verrà addebitato. Questa potrebbe sembrare una cosa positiva – ed effettivamente sapere quanto verrà addebitato è comodo – tuttavia PayPal per questo “servizio” applica delle commissioni che sono tutt’altro che trascurabili, soprattutto per acquisti di importi elevati.

Nel momento in cui viene effettuata la singola transazione è possibile rinunciare alla conversione di PayPal e lasciare che sia il circuito a effettuare il cambio.

Il cambio del circuito (quindi Mastercard, VISA, Amex e così via…) è generalmente più conveniente, tuttavia in questo modo non sarà possibile sapere quale sarà l’importo esatto che verrà addebitato, perché saranno necessari alcuni giorni per la contabilizzazione del movimento.

L’impostazione per utilizzare sempre la conversione del circuito (senza doversene quindi ricordare ad ogni pagamento) è ben nascosta sul sito di PayPal. Per trovarla bisogna andare in: Impostazioni Pagamenti > Gestisci i pagamenti automatici > Imposta i tuoi metodi di pagamento > Opzioni di conversione. Qui selezionate Addebito nella valuta indicata sulla fattura commerciale del venditore e fate invia.

Purtroppo, oltre alle commissioni di PayPal, spesso anche la banca applica una percentuale aggiuntiva sulle transazioni in valuta, soprattutto se effettuate con carta di credito (nel caso di American Express arriviamo addirittura al 2,5%).

Per ottimizzare anche sotto questo punto di vista potete quindi usare carte come Curve (qui ne parlo nel dettaglio) o Revolut che non applicano commissioni (in settimana).